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martedì 29 marzo 2011

L'intervista … con il BANDITO Episodio 49: Alberto Nogara

(nella foto sopra, Alberto Nogara come il Maestro Miyagi sa quanto siano importanti le mani...)

1) Salmoni cotti al vapore a tutti quanti Voi adoratori della “bola” che s’insacca con un roboante “Cioff”! Dopo una lunga e scorbutica assenza era giusto ridare vitalità all’Intervista Malsana, aimè trascurata per via di vicissitudini di ogni sorta…dal mondo “pregnant” che inizia a invadere la mia vita familiare, al mondo “kaotico” che mi da sempre un bel po’ di gatte da pelare e da rosolare a fuoco lento! La gita in quel di Padova per le Final Eight di Coppa Italia made in Serie A, mi ha dato lo spunto per ripartire di slancio, visto e considerato che ho avuto modo di scambiare quattro ciaccole con Alberto Nogara, ferratissimo ed espertissimo allenatore di portieri (e non solo), attualmente in forza al Vicenza Calcio a 5. Benvenuto nei nostri fatiscenti e spogli studi Alberto, come vedi non ho ancora vinto nessuna somma degna di nota col Gratta e Vinci, anzi, mi sono venduto anche l’ultima poltrona per grattare un bel “Turista per Sempre” (perdona la seduta su una cassetta di mele)…ma veniamo a noi, saltando le monade…come e quando hai deciso di mollare di botto i campi erbosi per approdare sui rettangoli listellati e laccati??? Qual è stata la scossa che ti ha segnalato ed indicato il nuovo sentiero???

R: Dopo aver militato per lunghi anni nel calcio a 11, dal settore giovanile alle prime squadre, con discreti risultati, ho dovuto per motivi di lavoro abbandonare per qualche anno l’attività agonistica (ho perso gli anni migliori…. mannaggia). In seguito alcuni amici, che avevano una squadra amatoriale e cercavano un portiere, mi inserirono nel mondo futsal. Da lì il passo verso i campionati regionali è stato breve. Qualcuno mi vide e mi affidò la porta della propria squadra. Ho iniziato dalla D, vincendo una coppa veneto, per arrivare alla C2 e poi alla C1. La scossa per cambiare disciplina è stata molto semplice, la voglia di tornare a giocare e soprattutto la porta era più piccola, molto più piccola... e io facevo fatica a volare per 7 metri (ovviamente non avevo messo in conto che anche il campo era più piccolo… che sveglio, con tutto quello che ne consegue).

2) Mentre sei ancora alle prese in prima persona sul rettangolo da gioco (sempre in squadre del tuo territorio, ovvero quello vicentino), inizi a coltivare l’idea di fare l’allenatore…o meglio, inizi a coltivare l’idea di fare l’allenatore degli estremi difensori della “U” rovesciata. Ecco quindi che nella stagione 2003/2004 prendi in custodia i portatori di guanti dell’A.C. Telecom Broccardo Thiene (militante in Serie C1 veneta, poi nello stesso anno promossa in B), e inizi questo nuovo cammino…qual è “l’input” che ha fatto scattare nella tua testa l’esclamazione: “si, voglio allenare i portieri…i portieri”?

R: Facevo sempre più fatica ad allenarmi, nessun preparatore per il mio ruolo, sempre preso a pallate da tutti i compagni. Inoltre i continui acciacchi fisici mi hanno convinto che era giunta l’ora di mollare. Non volevo però uscire da un mondo così affascinante che, fondamentalmente, mi piaceva e mi divertiva molto. Ho pensato subito ai miei anni passati ad allenarmi da solo, in maniera approssimata e poco professionale, con tecnici che poco capivano di questo ruolo tanto misterioso quanto importante per l’economia della gara sul risultato finale. Da li decisi di mettere a disposizione degli altri la mia esperienza di ex portiere: in primis studiando il ruolo, raccogliendo informazioni da tutte le parti provenissero, frequentando stage e clinic sia in Italia sia all’estero, correlandomi con chi ne sapeva di più.

3) Col trascorrere degli anni la propensione all’allenare è diventata sempre più evidente, quindi scarpini affissi alla parete con tanto di bacheca in vetro e patentino da allenatore messo nel borsello. Le stagioni in sella al progetto Telecom Thiene (poi diventato Giuriato), ormai in pianta stabile in Serie B, si moltiplicano, ed oltre ad allenare i portieri ti affermi come vice-allenatore…cosa ricordi di quelle tre emozionanti stagioni??? Ricordaci il momento più alto, dove ti sei sentito carico di orgoglio come un treno merci, e quello più basso, dove saresti voluto liquefarti come “Fluidman” degli Impossibili…

R: Diciamo che delle tre stagioni le prime due sono state meravigliose. Splendidi giocatori uniti dalla passione per questo sport. Ragazzi che erano partiti dalla serie D ed in quattro anni erano arrivati in B, vincendo tutto e sempre. Il primo anno di B subito paly-off persi contro uno squadrone come Torino, nel quale militavano giocatori come Honda e Licciardi, ancor oggi pilastri dell’Asti in serie A. Era tutto nuovo per noi. Per quanto mi riguardava come portiere allenavo Dall’Igna Bruno, uno che a livello regionale aveva vinto tutto. Si era fatto da solo, molto forte di suo con grandi doti tecniche. Il secondo anno di B iniziava con una nuova guida tecnica, Sottoriva Stefano (che è anche l’attuale Mister). Mi sono affiancato a lui dandogli tutta la mia disponibilità ed esperienza tecnica. E’ stata un’annata con qualche alto e basso, caratterizzata da alcuni innesti di nuovi giocatori che facevano fatica a adattarsi al modulo di gioco. Finimmo al 5° posto. In porta avevo Fumarola Jody, l’attuale portiere dell’Arzignano Grifo. Ottimo portiere. Nel mezzo di quest’anno, non posso dimenticare, l’avventura come vice-allenatore della Rappresentativa Veneta, a fianco del mio amico fraterno Salvatore Ticli, purtroppo scomparso prematuramente. Da lui ho appreso moltissimo. Il terzo anno di B iniziava sotto un grande auspicio, ero riuscito a far si che la società mi acquistasse Tonello Cristian, uno dei portieri più forti in circolazione nel Veneto, attuale portiere del Villorba. Il problema era il resto della rosa, rimaneggiata e un po’ deficitaria. Vi furono un sacco di problemi di tesseramento. A metà stagione, dopo alcuni risultati negativi, fu esonerato il Mister. La Società fece una scelta strana e poco felice. A me non piacque per niente (scelta che alla fine non pagò per niente). Così si interruppe il mio rapporto con l’allora Giuriato Thiene, con profonda amarezza decisi di dimettermi e questo fu anche il punto più basso della mia prima avventura thienese.

4) Nella season 2007/08 ecco la golosa opportunità…nuova squadra, sempre veneta, ma forse più ambiziosa…ovvero l’Elinova Verona (che nella stagione a seguire diventò BPP Verona)…al primo anno arrivate 3°, garantendovi i play off…la stagione seguente invece arrivate 2°, vincendo i play-off e volando sulle vette della A2 (nella vittoriosa stagione sei nel roster anche come vice-allenatore)…nella terza annata addirittura sfiorate il colpaccio Serie A, arrivando ai play-off! Che ricordi porti nel cuore di quelle favolose annate, e soprattutto perché si è interrotta la tua collaborazione con gli scaligeri??? Fra parentesi, se non ricordo male, all’epoca allenativi uno dei nostri rappresentanti regionali, ovvero “Milhuose” Perottoni…che mi dici del nostro massiccio custode dell’area definita sui 6 metri???

R: Nell’estate del 2007 il Verona del presidente Gianmoena mi cercò e come accade fra gentiluomini ci accordammo in un minuto. Alla guida tecnica c’era Marco Langè. Da lì tre anni meravigliosi. Tantissime vittorie e qualche rara sconfitta. Giocatori molto forti e professionali e tantissimi allenamenti, fecero si che salimmo in A2 con una cavalcata avvincente. Per quanto riguarda me, in quel periodo ho allenato grandi portieri come: Fumarola, Sarcina, Renan Mattar Barbosa, ed alcuni giovani interessanti come Momo e Perottoni. Nel luglio scorso qualcosa è cambiato e il rapporto con la BPP Verona si è interrotto. Caro Neffo, ancor oggi non so ancora il perché…. credimi. Armaduk Perottoni…… mi ricordo bene il primo giorno che si è presentato a Verona in sella al suo Cayenne. Il ragazzotto aveva doti da vendere, ma bisognava sgrezzarlo un bel po’. Mi ci misi d’impegno e con molta perseveranza da parte mia e grandissimo impegno da parte sua dopo tre anni il brutto anatroccolo e divenuto cigno. Ottimo portiere, grandi doti fisiche e propensione massima al lavoro. Il futuro gli sorriderà sicuramente. Mi è dispiaciuto molto doverlo lasciare anche perché nel frattempo sono divenuto ottimo amico della famiglia.

5) Parlando del presente, sei ritornato alla casa madre, ovvero al Vicenza Calcio a 5, che dopo le la mastodontica stagione scorsa di A2 con al timone “Re” Gigi Regondi (arrivato terzo in classifica e silurato al primo turno dei play-off), si ritrova a ripartire dalla C1…cosa ci puoi dire della stagione in corso??? Ma soprattutto, cosa rispondi alle persone che affermano che le prime 5 squadre della C1 Veneta potrebbero vincere l’attuale Serie B Girone “B”??? Secondo te sono vocali e consonanti sparate senza nessun tipo di fondamento o infondo-infondo c’è della verità???

R: Questa estate, dopo un primo momento di smarrimento ed un quasi accordo con una squadra della massima serie, mi fu proposto il nuovo progetto del Giuriato Vicenza. Un progetto formato sui giovani del vivaio con l’innesto di giocatori d’esperienza. Una squadra che per gli 8/12 era formata da giovani italiani under 21 nostrani. Ho accettato. Ed ecco una stagione vincente, una cavalcata che ci ha portato al vertice di una categoria, la C1 Veneta, di alto tasso tecnico, con formazioni in cui militano nomi di gran lustro. Mi sono trovato ad allenare portieri giovani come Fincato e Seraglio, questo ultimo già giunto nel roster della nazionale Under 21, ma anche qualche vecchio lupo come Beltramello. Per quanto riguarda il paragone con la B bisogna andarci con cautela. Se da una parte è vero che il tasso tecnico della serie cadetta sembra, questo anno, essere un po’ calato dall’altra bisogna dire da categoria a categoria lo scalino resta sempre ampio. Che poi qualche squadra di questa C1 veneta possa dare filo da torciere a quelle di B ci sta senza dubbio.

6) La regione Trentino-AltoAdige, a parte la parentesi Povoli Team che prometteva faville e che invece si è auto-decapitata nel giro di qualche mese, non riesce a far emergere in pianta stabile una squadra a livello nazionale…lottiamo come matti in C1 per guadagnare la ribalta nazionale, e poi dopo una stagione ritorniamo nel calderone delle nostre mura domestiche. Anche quest’anno, il C5BZ è come dice mio padre: “taccà a nà rama” (attaccato ad un ramo)…a meno due giornate dal termine è in piena bagarre! Proprio il suo presidente in una recente intervista su un quotidiano locale dava due “ingredienti” mancanti alla ricetta di stabilità, ovvero, la “società deve essere impostata come un’azienda” e “serve un progetto autoctono per decollare completamente, privo di stranieri” (considera che in regione abbiamo 3 squadre under 21 e zero settori giovanili)…dall’alto della tua esperienza, credi che questi possano essere due passi essenziali verso l’obbiettivo comune??? Oppure credi che siano altre le piste da inseguire per il traguardo del professionismo???

R: In parte sono d’accordo con il Presidente. E’ verissimo che le società debbano essere gestite come un’azienda. In questo momento non si può fare differentemente in quanto l’impegno economico cresce anno per anno, anche con la crisi, la gestione diventa più complicata sotto tutti gli aspetti. Sono d’accordo anche per quanto riguarda i settori giovanili. Devono crescere, bisogna puntare sui giovani, loro saranno la linfa futura di questo sport. Bisogna diffondere la mentalità del calcio a 5 portandola a radicarsi in tutti gli ambienti dalla scuola ai quartieri. Il presidente dimentica però un paio di cose molto importanti, la prima: la classe Dirigente. Viviamo in uno sport dove, e questo è evidente a tutti, la classe dirigente fa acqua da tutte le parti. Società della massima serie che traballano come colte da un evento sismico; dirigenti che appaiono e scompaiono come fossero neve al sole. La seconda, e non vuole essere una critica, è che qualche straniero fa bene al nostro movimento. Non dimentichiamoci che alcuni di questi stranieri hanno portato molte migliorie tecniche individuali che hanno fatto crescere tutto l’ambiente. Non bisogna abusarne come è già stato fatto in passato. E su questo non ci piove.

7) Veniamo adesso alla pratica, ed al campo vero è proprio…io, personalmente oltre ad essere DS (considera che l’appellativo DS lo ritengo una mezza burla, visto che non ho seguito il corso da DS, e soprattutto visto che mi trovo a trattare con una cerchia di squadre ridottissima, ci conosciamo tutti e ci pestiamo i piedi l’un l’altro, come dei bravi somari) alleno anche i portieri, e vorrei analizzare con te questa veste, visto che è il tuo ruolo principale… Rispetto al mio anno d’immissione nel circuito futsalistico, ovvero nel 2002/03, molte cose sono cambiate in meglio…all’epoca il portiere non veniva nemmeno allenato, considerando anche che i più facevano un allenamento a settimana…lo si faceva riscaldare, lo si riempiva di pallonate, e poi via partitella con conseguente doccia e pizzetta… Ora invece le cose stanno gradualmente cambiando…le nuove generazioni di mister impongono alla dirigenza due allenamenti (e come dargli torto??? E’ il minimo per far imparare il proprio credo) e soprattutto vogliono un preparatore dei portieri in pianta stabile… Proprio per questo ti chiedo…tu, da professionista quale sei, abituato probabilmente a convivere quotidianamente coi portieri, come imposteresti l’allenamento settimanale considerando che hai in mano due sedute??? Dacci un’infarinatura…poi, io e i Banditi prossimamente ci muoveremo per portati su in zona e argomentare il tutto dal vivo…ci stai??? Sarai disponibile prossimamente a venire nel mondo dei meleti ardenti???

R: Tenendo conto che, a mio parere, due sedute sono un po’ pochine, ma sono anche conscio dei problemi spazio/temporali che le varie squadre soprattutto a livello regionale incontrano, dividerei la mia settimana in questo modo:

Primo allenamento della settimana

(Tempo di esecuzione circa 60 minuti + lavoro con la squadra). Si lavora sulla tecnica abbinata alla forza utilizzando esercitazioni mirate agli obiettivi del mese che abbiano però un’alta componente atletica. I tempi di recupero sono completi e le esercitazioni non superano il numero consigliato. Dopo un riscaldamento che può prevedere anche una corsa lenta di 5-10 minuti ( meglio una partita di a basket ridotto 2 vs 2 oppure una partita 2 vs 2 con tocchi limitati e campo ultra ridotto), esercizi di mobilizzazione e stretching, un lavoro tecnico specifico, si passa alle esercitazioni tecniche specifiche agli obiettivi prefissi, in seguito si ricostruiscono situazioni di gioco dove il portiere deve applicare le tecniche esercitate in precedenza. Al termine si aggrega alla squadra per disputare la partita o per esercitazioni.

Secondo allenamento della settimana

(Tempo di esecuzione circa 30-40 minuti + lavoro con la squadra). Lavoro tecnico di rifinitura basato prevalentemente sulla velocità e sulla reattività.Dopo un riscaldamento tecnico con i piedi, e con le mani si fanno eseguire esercitazioni che prevedano pochi interventi max 3/4 ma effettuati con la massima rapidità. Vengono adottati esercizi di psicocinetica, velocità reazione, differenziazione muscolare, capacità di abbinamento e velocità di scelta. Al termine del lavoro si aggregano alla squadra per un lavoro di situazione, tattica, tiri in porta o partita. Sono sempre disponibile per incontri o stage su questo ruolo meraviglioso del portiere. Quindi quando mi chiamerai salirò subito. Resto sempre a disposizione…

8) Il ruolo del portiere è il tuo mondo, la tua dimensione, la tua vita, appunto per questo ti chiedo di farmi i nomi dei 5 portieri che consideri più forti al momento in Italia (italiani o stranieri è indifferente), snocciolandoci la loro peculiarità migliore…che sia la chiusura bassa, il lancio, la difesa dei pali da lontano, ecc.ecc….anzi, già che ci siamo, aggiungi anche il portiere più forte che hai mai allenato!

R: Tenendo conto che ce ne sono anche altri di molto bravi, ma visto la tua domanda molto mirata direi che i miei preferiti sono:

1. Alexander FELLER, anche se l’età sta avanzando velocemente resta l’unico che può ancora far cambiare un risultato in una competizione, un vero professionista. Completo in tutto è abilissimo con i piedi.

2. MAMMARELLA, il miglior portiere italiano in circolazione, grande forza fisica, completo tecnicamente con una spiccata personalità. Dotato di un rilancio come pochi.

3. Kiko BERNARDI, non è più un ragazzino, ma ha dalla sua delle doti tecniche straordinarie. Nell’ uno contro uno è insuperabile. Grande stile.

4. Valerio BARIGELLI, a discapito della sua ancor giovane età ha acquisito un bagaglio di esperienza molto elevato. La sua grande struttura fisica gli permette di essere, tra i pali, molto competitivo.

5. LATINO è il futuro che avanza, molto bravo tecnicamente. Ha dimostrato di meritare la stima attribuitagli anche dal gruppo tecnico della Nazionale maggiore.

Portieri ne ho allenato tanti, senza dubbio i più forti sono: - Renan Mattar Barbosa, ex Torrino (A2), Napoli Barrese (A2 e A1), Verona (B e A2) ed ora a Chieti (A2). - Cristian Tonello, ex Arzignano Grifo (A2 e A1), Cornedo (A2), Thiene (B e A2) ed ora al Villorba (B). Non voglio dimenticare fra i giovani Armando Perottoni (Verona), a te caro e tuo corregionale, ed ora Stefano Seraglio (Vicenza). Due giovani che usciranno alla grande, dotati di ottime doti tecniche e condizionali.

9) Bene, come ogni intervista malsana DOC il tempo è volato, e ci troviamo già d’innanzi ai titoli di coda…qui da noi tutte le monade decollate si concludono allo stesso modo, e se ci hai letto altre volte, sai come… Prenditi pure palcoscenico e microfono, sei libero, anzi, liberissimo d’esternare al nostro pubblico, un rospo che da troppo tempo ti trattieni fra intestino tenue ed intestino crasso…è ora di liberartene…

R: Sulla bocca di tutti echeggia, che va da valle a valle, da qualche anno che il ruolo del portiere è divenuto il ruolo fondamentale per le fortune di qualsiasi squadra, che “il portiere è il 50% della squadra”, ecc. E allora mi chiedo, se il portiere è così decisivo ed importante, si può capire perché nelle società, ed in primis in quelle a livello nazionale, ancora non esista la figura del preparatore dei portieri in pianta stabile??? In questo momento nella nostra disciplina si tende a non avvalorare la figura dell’allenatore dei portieri. La comodità di avere un portiere già pronto e maturo, valorizzando sempre più portieri provenienti da oltre oceano, dimenticando, di fatto, i giovani nazionali porta, a mio avviso, ad un non favorevole apprezzamento dell’allenatore specifico. Molte società (allenatori compresi) non lo considerano nemmeno nel proprio staff tecnico dimenticando, così, che un portiere, anche se di ottimo livello, non può essere allenato solo con il sistema integrato ma deve, al fine di affinare sempre più i gesti tecnici, essere allenato anche nello specifico. Si parla molto del portiere come ruolo fondamentale e più importante in una squadra di futsal ma non lo si mette nelle condizioni di essere allenato. Mi sembra un controsenso e mi fa incazzare non poco. Buoni salami a tutti e speriamo di vederci presto, magri in occasione di uno stage.

Salumi con chiusura in spaccata, Bandito nr.13!!!

mercoledì 15 dicembre 2010

L'intervista … con il BANDITO Episodio 48: Mirco Nicolli

(nella foto sopra, un "Omero" Nicolli al fianco del suo idolo Lucianone Moggi, sembra voler dire: "Ora dico tutto!!!")


A) Salmoni cotti al curry a tutti Voi balordissimi amanti delle interviste sbalorditive (aggettivo che si può leggere sotto un punto di vista caleidoscopico…nel senso che possono apparire sbalorditive anche da quanto fanno cagare)!!! Oggi abbiamo il piacere di ospitare nei nostri studi, spogli come un abete rosso usato come addobbo natalizio nel lontano 1985, una delle nuove leve che armeggiano con quel trabiccolo chiamato panchina…uno di quei personaggi che si è buttato nella mischia con tanto di "stage diving" senza pensarci su, accettando prima la sfida Under 21 e poi la sfida Under 18, sempre marchiata C5Bolzano…ovviamente avete capito che sto parlando di Mirco "Omero" Nicolli! Allora, Mirco, o come direbbe il grandissimo Enzo Durante "Uè Mirchè", come sei entrato a far parte di questo carrozzone itinerante chiamato Calcio a 5???
Risposta: Ciao Neffo, intanto grazie per avermi paragonato a Iggy Pop o Peter Gabriel (precursori dello stage diving), e poi cosa vuoi che ti dica...il calcio fa parte della mia vita da sempre. A casa mia o giocavi a calcio oppure a letto senza cena... La mia voglia di calcio è sempre stata così forte da farmi star male se al sabato sera pioveva e di conseguenza la domenica mattina non ci facevano giocare per campo impraticabile. Ti posso raccontare che sono partito dalla Virtus don Bosco, a giocare tra i sassi nel campetto difianco al Righi (quello vero...quello vicino all'orso Pippo), e mi trovo oggi a "provarci" con il calcio a 5. Il passaggio è stato del tutto casuale, ma devo dire che in questi ultimi 7 anni ho cambiato completamente opinione sulla nostra amata disciplina. Ma questa è un altra storia. E in ultimo ti dico che hai casualmente nominato Enzo Giuseppe Durante, ma non potevi essere più veggente di così. E' proprio seguendo la sua Grolla/Libertas, guidata da Mirko Spimpolo, che mi sono, da prima avvicinato, e poi appassionato al futsal.


B) Prima d'imboccare la strada del mondo "giovine", hai fatto come tutti la tua sana e difficoltosa gavetta, sempre alle prese col campionato Provinciale (nella fattispecie altoatesino)…tre società diverse, e tre avventure completamente e diametralmente opposte, sia per gli intenti che per le ambizioni…prima la Stella Azzurra (squadra dove oltre al mister fai da factotum, compreso lo sponsor), poi il Barcellona ed infine il Nordik…raccontaci per ogni avventura, cosa ti ha fatto più crescere sia caratterialmente che sotto il punto di vista tattico, e cosa ti ha quasi indotto a mollare tutto, maledicendo il giorno in cui ti sei invischiato in tali acque mobili.
Risposta: Dimentichi il Dribbling, squadra di amci che ha concluso il Campionato all'ultimo posto (2005/06) e dalle cui ceneri è nato il progetto Stella Azzurra dove (non so per quale sadico motivo) ho voluto occuparmi di tutto, ma proprio tutto, dall'inizo alla fine della stagione(2006/07). Giocatore, allenatore(?), dirigente accompagnatore, blogger ufficiale, ricercatore di sponsor, lavanderia, psicologo, insomma...un pazzo. Non potevo farcela un altra stagione e in più per motivi familiari e lavorativi ho deciso di smettere di giocare e di iniziare ad imparare le basi (e tutto quello che era possibile) del "mestiere" più scomodo nel calcio. Ho seguito per un anno il tecnico (Mazzone) della nuova avventura chiamata Barcellona (2007/08), cercando di trarre più nozioni possibili e carpendo dai giocatori alcune nozioni basilari per affrontare in un futuro le dinamiche di un gruppo e tutto quello che ne consegue. E non ti nascondo che in maniera molto discreta ho cercato di spiare anche molti allenamenti di allenatori di altre squadre (sopratutto di C1). A fine stagione il presidente e la dirigenza contavano su di me per rilevare la panchina e ripartire con una nuova stagione con me al timone. Poi, se devo essere sincero, alcune cose non mi convincevano. Forse troppe aspettative, forse la paura...non so dirti bene, ma una cosa è sicura, non sono stato molto onesto con il Presidente Cugnetto e con il dirigente Grandinetti, e mi sono comportato in una maniera poco seria. La considerazione del Presidente del Nordik, Rossi, e del capitano Bonato hanno avuto un effetto adrenalinico (insomma, mi sono montato la testa...) e ho deciso di allenare il Nordik (2008/09), e di conseguenza abbandonare il Barcellona perchè sicuro di avere maggior appoggio dai giocatori (e se devo essere sincero mi sono trovato bene) e maggiori aiuti che sarebbero andati a compensare le mie evidenti lacune di inesperienza. Lacune che si sono evidenziate maggiormente in due punti. Il primo è la mia cocciutaggine nel voler dare a tutti i costi un gioco ad una squadra che non possedeva quelle caratteristiche (ma avrebbe potuto fare benissimo giocando in un altra maniera, molto più semplice e concreta), e il secondo è stata la gestione del gruppo sbagliata. In queste avventure, però, non è mai mancato per un secondo il mio impegno e la mia totale disponibilità, questo me lo riconosco anche dasolo.


C) Nell'estate 2009 ecco che alla tua finestra sembra profilarsi un nuovo inizio, con tanto di raggi solari di tutta rilevanza…con la collaborazione di Christian Rossi (attuale presidente onorario del C5), e di qualche altro personaggio, sembra nascere sulle ceneri dell'ormai sgretolato Nordik un super team, fatto appositamente per vincere e dominare la Serie C2…i nomi che ruotano intorno a questo circo mediatico sono d'indubbia importanza: Fernando "Divento" Mato Kraemer, "Playmobil" Peron, "Bombo" Vincenzi, "Il Mostro" Tabiadon, "El Tractor" Divina, "Latin Lover" Crupi, ecc….insomma uno squadrone figlio di Attila, che poteva far proprio il motto: "Dove passo io non cresce neanche più l'erba". L'orologio perfetto sembra avere tutti gli ingranaggi oliati e ben funzionanti, ma all'improvviso qualcosa si rompe irreparabilmente…il castello di carta crolla in un batti baleno, forse al primo vero e proprio accenno di vento…ci vuoi spiegare realmente come sono andati i fatti in quella torrida estate??? Ma soprattutto, che lezione di vita ai ricavato da certi atteggiamenti e da certe persone "Multi-Viso"???
Risposta: I fatti in se sono molto semplici e chiari da spiegare. E' stata una classica estate bolzanina di "fantacalciomercato", dove tutti sono amici di tutti, tutti vogliono tutti, gente che ammicca, che promette schei...beh insomma, un "classico" dove tutti gli addetti ai lavori devono pagare pegno almeno una volta. Posso dirti che ricordo con piacere una grandiosa grigliata da te (bellissima terrazza Neffo, complimenti) assieme a...come li ha chiamati qualcuno nel vociferare estivo...i "dodici apostoli". La verità è che il Nordik voleva rinnovare sia la dirigenza che il parco giocatori e di conseguenza la bacheca dei trofei. Progetto che è svanito proprio sul più bello per i soliti motivi. Ma non si parla mai delle cose non fatte e non sviluppate, sarebbe troppo facile. E non parlerei nemmeno di lezioni di vita ma più che altro di amare conferme. Conferma unica e innegabile che senza i denari non si va da nessuna parte. Posso dire di aver conosciuto meglio alcuni ragazzi e di aver rafforzato la mia opinione su altri. Per quanto riguarda invece i nomi nello specifico ...beh, da Fernando Kraemer avrei potuto imparare molto sulla tattica, sicuramente da Introvigne e Peron avrei potuto apprezzare la grande serietà (oltre alle doti calcistiche), con Crupi mi sarei sicuramente preso a testate per la sua anarchia tattica, con Bombo e Divi mi sarei fatto delle gran risate, ma il primo ha dimostrato subito grande rispetto per il nostro progetto declinando l'invito a malincuore con una motivazione sincera e rispettabile, il seondo sarebbe stato (per l'ennesima stagione) ostaggio della sua società a causa del' età. Tabia era francamente troppo, non ci ho mai sperato. E poi Neffo, ci vuole esperienza per allenare ragazzi che hanno gia molte stagioni di C1 alle spalle, e io avrei fatto molta fatica a gestire il tutto, anche se la cosa era davvero interessante...e anche comoda.

D) Il vecchio detto: "Non tutti i mali vengono per nuocere", calza a pennello nella tua situazione marchiata estate 2009, perché svanita l'opzione "Super Nordik", nasce l'idea C5Under21…l'ambizioso team firmato dal presidentissimo Benussi, che all'epoca (l'era l'anno scorso Neffo, sveia) militava in C1, apre a Christian Rossi una botola occulta con apertura verso il mondo giovine, e il brillante nonché gaiardo imprenditore di successo non se la fa scappare, e il suo fido scudiero (tu nella fattispecie) non lo molla nell'impresa. Dopo le avventure rodate di Green Tower e Bubi Merano, per la prima volta nel capoluogo altoatesino si apre il sipario sugli under…tutto bellissimo e tutto spettacoloso…ma onestamente, quante difficoltà s'incontrano ad organizzare da zero una rosa di ragazzi (considerando che le società di calcio a 11 non ti aspettano di certo a braccia aperte con tanto di cesto carico di frutta)??? Quanta pazzia e quanta passione balenava nella tua testa, visto che hai accettato l'incarico nonostante tua moglie fosse incinta già abbondantemente???
Risposta: Il bambino (Alex) era gia nato da mesi Neffo, sveia...che casso de amico te sei??? Dopo la chiusura del progetto Nordik e la nascita della collaborazione di Rossi con il C5, mi sono dovuto fermare un attimo a pensare. Come ben sai, il "settore giovanile" è sempre stato il mio pallino. Io penso, tra le altre cose, che uno non può fare l'allenatore in ambito regionale e nazionale se non ha prima avuto anni di esperienza con le squadre giovanili. Quando mi è arrivata la proposta di Rossi ho dovuto chiaramente discuterne in famiglia e grazie all'intelligenza della mia compagna ho potuto iniziare una cosa davvero fantastica ma allo stesso tempo molto difficile. Se non ero pronto per la C2 con quei giocatori prima elencati, figurati per un campionato Nazionale. Ma sono una persona appassionata e sopratutto determinata. Mi pongo degli obbiettivi e voglio raggiungerli costi quello che costi. Sia chiaro che parliamo sempre di calcio, ma tutte le domeniche fuori casa e le aspettative dalla prima squadra bolzanina under erano una bella sfida. Una grossa mano me l'ha data il corso allenatori che stavo frequentando in estate e poi, come per molte cose, se ti applichi e non molli alle prime difficoltà, le cose vengono da sole. E poi la possibilità di stare vicino a Giorgio Salvagno ed imparare da lui mi ha convinto ancora di più. Il campionato Under 21 è molto interessante, ci si confronta con realtà molto più organizzate di noi, ma devo dire con fierezza che il C5 è stato all'altezza. Magari non sul piano del gioco e dei risultati, ma come organizzazione ci siamo stati dentro, abbiamo tesserato 15 giovani sconosciuti e, tra alti e bassi, ci siamo anche molto divertiti. Credo che il C5 possa ritenersi soddisfatto della prima stagione e che abbia avuto una gran fortuna a poter usufruire degli spunti che un campionato nazionale gli ha offerto. Bisogna sempre fare tesoro delle nuove conoscenze. E poi la cosa bella è stata aver inserito nuove faccie nell'ambiente.


E) Ora ci sediamo un momento, ci facciamo un rum e pera e analizziamo con calma il mondo dei ragazzi senza peli sulla lingua…a me, che visualizzo le situazioni da fuori (e oltre a quella del C5, mi sintonizzo anche sulla lunghezza d'onda dell'HDI di Sordo e sui Bubeggianti di Gianni Reale), sembra che l'allenatore under sia prima di tutto un educatore…ok, ok, c'è tattica, c'è difesa a specchio, 2-2, 4-0, rombo ermetico, ma c'è soprattutto vita vissuta…problemi con la scuola, con la figa, coi genitori…come si destreggia un uomo della "bola che rimbalza poco" in queste sceneggiature??? Ha bisogno di una società forte che lo supporti in continuazione??? Ha bisogno di una laurea in psicologia??? Ma soprattutto che soddisfazioni riescono a darti i ragazzi che gli "over" non ti daranno mai???
Risposta: Ma cazzo Neffo, non potevi farmi solo sta domanda...mona! I ragazzi dai 15 ai 21 anni sono spettacolari, freschi e affamati. Per l'esperienza che ho avuto io e che continuo ad avere, posso dirti che sono spettacolari nella loro fragilità ma allo stesso tempo nella loro forza...che una domenica vinci una partita asfaltando un avversario più forte o che quella dopo perdi malissimo con chiunque. Hanno un atleticismo fresco e quindi puoi chiedere molto sotto l'aspetto della resistenza e della velocità, hanno la mente fresca, sgombra da altre cose più importanti e quindi possono recepire meglio le nozioni tattiche. E poi sono affamati di calcio, di sapere, di conoscere, di emergere, di dire, di dimostrare, di panini (mamma mia quanto costa na squadra de boci a tavola...). Non serve una laurea in psicologia, ma serve molta attenzione nei rapporti umani. Anche solo con i genitori, basta a volte una lettera di presentazione per far conoscere a queste perone chi si occupa dei loro figli per parecchie ore settimanali. Questi ragazzi si allenano sempre (basta chiederglielo e loro ci sono) e giocano anche due partite di fila per la loro squadra, ma devono essere considerati, curati, ascoltati...e solo così puoi tirare fuori il meglio da loro. Certo, serve la disciplina, le regole e la fermezza. Ma non puoi mentire ai ragazzi, se ne accorgono e non ci fai di sicuro una bella figura. Per questo la società che si appresta a "lavorare" con i giovani deve essere preparata per prima lei e poi può formare giovani calciatori. Nel calcio a 11 si fa molta formazione per questo motivo, nel calcio a 5 chi dovrebbe crede di sapere tutto oppure non vuole "sporcarsi le mani", capisco anche questo. Ma consiglio vivamente di provare prima di escludere.

F) Veniamo adesso alla stagione 2010/11, quella attuale…il DS Renato Sette e tutto il suo staff fanno le cose in grande, oltre alla prima squadra e all'under, danno vita anche al progetto sperimentale Under 18 e come sempre quando c'è da fare il precursore, l'incarico te lo sobbarchi sulle spalle (ti stringo la mano, perché senza esperienza non so se lo avrei fatto). Una società come questa, strutturata su tre livelli (metto i tre nuclei intesi come squadre su ogni piano) e supportata da tre ottimi e giovani mister (Te, Saiani e Loss) collabora in continuazione o si sta facendo l'errore di creare dei compartimenti stagni dove ognuno pensa al proprio orto??? Senti di essere l'ultima ruota del carro (soprattutto considerando il fatto che se in rosa hai 10 atleti, non potrai sfornare 10 campioni…diciamo che se va bene distillerai 2/3 buoni giocatori) considerando anche le grosse difficoltà che sta vivendo la prima squadra??? In ogni caso complimenti per i risultati che stai ottenendo con i tuoi ragazzi!
Risposta: Non siamo pronti...a raggiungere tutti e 3 gli obbiettivi, questo è sicuro. Ma siamo determinati a fare del nostro meglio e credo che la società stia facendo più di quello che gli è concesso. Ma questo "più" lo fa grazie alle persone che stanno dietro ai giocatori della prima squadra, dell' Under 21 e 18. E lo fa quotidianimente, scontrandosi con problemi che arrivano da tutti i fronti. Per quello che posso vedere io, ci proviamo. Magari non siamo belli e simpatici, ma ci proviamo. Il C5 ha 30 under tesserati, e tutti godono della stima dei loro rispettivi allenatori. Saiani e Civettini vengono da Rovereto 4 volte la settimana per loro (spettacolari). Loss e DePaoli, dopo un iniziale rodaggio, ne convocano 5/6 per la serie B. Tutti ci impegniamo a coinvolgere più giovani possibili e in tutto questo trambusto è normale dimenticarsi di qualcosa o di qaulcuno. Se devi scegliere, scegli sempre il male minore (o quello che è per il "credo societario"). Il C5 ha puntato molto sui grandi nomi per salire subito di categoria in categoria, ma ha saputo anche valorizzare alcuni giovani interessanti. E' normale privilegiare a volte i ragazzi un può più grandi e che nelle due stagioni passate hanno fatto grandi cose per la società. Personalmente sono più per una gestione stile Bubi Merano, ma l'erba del vicino è sempre più verde...Sono convinto che anche Puffo Vanin e Gianni Reale ci abbiano messo un po' di tempo per trovare la giusta strada, e di conseguenza anche noi stiamo aggiustando la mira. La cosa certa è che sono molto contento della grande collaborazione instaurata negli allenamenti e nell'interscambio di giocatori (quasi sempre a senso unico, e quindi a mio favore...) con Beppe Saiani e Mirko Civettini e che sono convinto che Loss sia un tecnico molto preparato e professionale, ma che solo stando insieme e condividendo esperienza, gioie e delusioni possiamo crescere tutti. Da soli, oggi come oggi, non si raggiunge nessun obbiettivo.

G) Tu sei parrucchiere (cogliamo l'occasione per fare pubblicità al tuo Salone "Paolo", sito in via Resia a Bolzano…ormai sono un marchettaro DOC…posto dove non ci si annoia mai...già che ci siamo mandiamo un abbraccio anche alle due splendide ragazze che lavorano con te, ovvero Deborah e Valentina) quindi abituato a creare forme e geometrie che assecondano ogni tipo di richiesta (immagino che molte MILF ti faranno andare fora de cabessa)…secondo te, anche visto e considerato l'esperienza che hai alle spalle, esiste qualche "Colpo di forbice" o qualche "Tinta" che potrebbe far decollare definitivamente questo benedetto movimento??? Casso, tu vivi quotidianamente a contatto dei giovani avrai captato cosa odiano e cosa amano…
Risposta: Nella prima risposta ti ho detto che negli anni ho cambiato radicalmente la mia visione del calcio a 5. Se prima pensavo che fosse un passatempo per ex giocatori, ora ti dico che è, come tutti gli sport veri e propri, una scuola, una passione, una possibilità. Posso provare a dare 3 consigli che potrebbero aiutare. Il primo è quello di creare un campionato scolastico che conivolga i ragazzi dai 13 ai 16 anni (intanto li avvicini...). Poi gli under che siedono in panchina in C1 solo per onore di regolamente mi fanno ridere. O giocano o meglio lasciarli a casa e levare la regola. Quindi per me dovrebbero esseri il 50% della rosa under e con l'obbligo di partecipazione alla gara. E per ultimo darei un po' più di visibilità sui mezzi di informazione. Per quanto riguarda l'ultima parte della domanda ti dico che non è difficile coinvolgere i giovani, basta renderli partecipi di un progetto, coinvolgerli per fargli fare dello sport che è sicuramente meglio del resto delle cose che possono trovare fuori casa e responsabilizzarli (di questi tempi lo sono veramente poco...).


H) Come si è potuto evincere dalle domande precedenti, non sei un novello di questo sport…anzi…quindi hai avuto la fortuna di conoscere miriadi di giocatori, dirigenti e opinionisti di vario genere e di varia natura…per questo ti chiedo di segnalare due personaggi a cui ti senti di dire grazie, perché ti hanno fatto crescere e ti hanno indirizzato sulla giusta via, e due personaggi che ti hanno solo arrecato danni, mostrandoti strade che sembravano asfaltate d'oro e che invece si sono rivelate veri abbagli. Ti conosco, so che sei uno "verace", e quindi so che le motiverai come si deve…
Risposta: La prima persona che voglio ringraziare per non so quanti motivi è Luca Chini, amico sincero e uomo vero. La persona che mi ha accompagnato in questi primi anni nel calcio a 5. Sono sicuro che senza di lui non avrei affrontato nessuna di queste stagioni. E sono altrettanto sicuro che il C5 ha perso un validissimo collaboratore (...ah, sti benedetti rapporti umani, danno soddisfazioni infinite e non si spendono soldi). Luca, hai tutta la mia stima e la mia gratitudine. Poi vorrei ringraziare Christian Rossi per le numerose opportunità che mi ha dato e mi sta dando, nonostante i nostri numerosi scontri verbali (sempre costruttivi) per questo o quel motivo. Lo ringrazzio soprattutto per la sua considerzione dei giovani, perchè lui crede nei settori giovanili e lotta per questo. Chi mi ha arrecato danni...? Credo nessuno, almeno non a me personalmente. Non sono così conosciuto nell'ambiente da poter diventare oggetto di abbagliamenti. E poi credo che chi racconta cazzate prima o poi si sputtana dasolo. Vorrei invece aggiungere alla lista delle persone da ringrazziare tutti quelli che "fanno" invece di chiaccherare al bar dal cinese. C'è molta più soddisfazione nel fare e magari sbagliare che nel non fare e criticare.

I) La chiacchierata è stata veramente tosta, ricca di spunti e riferimenti interessanti, ma ora è tempo di rospi, quindi prendi il microfono, piantati due dita in gola e vomita a più non posso sta benedetta cosa che ti tormenta e ti attanaglia gli intestini…non temere, ti sentono in pochi e non del settore…
Risposta: Sai cosa ti vomito fuori? Che non sopporto che non ci siano mai palestre dove fare allenamento, che gli "alti comandi" della FIGC (tranne Luciano) si vedono solo durante le premiazioni, che non ci siano frequenti corsi di aggiornamento, che si paghino i giocatori per fare una cosa divertentissima, che gli arbitri non siano molto preparati sotto l'aspetto del regolamento, che ci sia solo una under 21 a bolzano, che non vedo abbastanza Gianni Reale e non riesco mai ad andare ai suoi allenamenti (prometto che vengo il prima possibile, per l'ennesima volta...), che la Juventus Club si sia fatta scappare tutto quel popò di giocatori (cosa potrebbero essere adesso tutti insieme e ancora molto giovani), che se si prendono stranieri hanno sempre 35 anni invece che 18, che ci sia pochissima visibilità sul giornale e che se non sei un amico non si scriverà mai di te, del tuo progetto e della tua società, che Stefano Trunzo rimanga al Bubi (con tutto rispetto il ragazzo dovrebbe fare cariera, non siete daccordo?), che ci sia così tanta differenza nelle misure delle palestre, che non si possa parcheggiare nel parcheggio delle Roen, che si giochino le partite alle 22.00, che i ragazzini marciscano in panchina al venerdì sera schiavi di una regola assurda, che non ci si possa scaldare per bene (parlo in C2 e C1) prima della partita, che non ci sia molta gente a seguire le avventure delle squadre concittadine, che non ci sia collaborazione tra le società bolzanine, che in nazionale ci siano solo brasiliani, ma sopratutto che il calcio a 5 non abbia ancora una sua identità, una sua collocazione e una sua dignità come sport. Grazie Neffo e ricordati che negli ultimi 2 anni mi hai tirato 2 pacchi...ti tocca pagare un panozzo del Romagnolo con annessa bibita a base di lupolo e frumento e forse ti perdono. Approposito, si è poi scoperto chi ti lascia, regolarmente, pagato il biglietto delle partite casalinghe del C5???
Un abbraccio.


Salumi con "ma se mi pagano il biglietto, perchè continuo a pagare???", Bandito nr.13!!!

mercoledì 1 dicembre 2010

L'intervista … con il BANDITO Episodio 47: Giorgio Salvagno

(nella foto sopra, Giorgio "Cast Away" Salvagno in versione agente segreto)


Domanda: L'imminente arrivo dell'uomo grasso con la barba bianca, coincide con l'apertura del roboante mercatino…io personalmente mi definisco un estimatore di queste strutture in legno di "Abete Stanco", ma solo ed esclusivamente perché dispensano copiose tazze di "Vin Brulè", che nel mio intestino si accomodano alla perfezione, manco stessi giocando a Tetris…proprio la prima sorsata stagionale di questa ustionante bevanda, ha fatto balenare nella mia mente un quesito: "Ma Cialtron Neffo, quale squadra ti ha più divertito su un terreno parquettoso nell'orbita regionale???"…la risposta è uscita in un lampo, come una saetta nel pieno di un uragano…semplice, la Juventus Club 2005/06, cioè quella targata Giorgio Salvagno!!! Appunto per questo "Cast Away" Salvagno è ospite nei nostri polverosi studi!!! Allora Boss, qual è stato il veicolo, la scintilla, il barlume di follia misto ad ingenuità, che ti ha introdotto nel mondo patinato del futsal???
Risposta: Innanzitutto un saluto a tutti gli appassionati e grazie di ospitarmi nella tua divertentissima rubrica. Iniziai come giocatore nello juventus club molti anni fa, circa 17 per la precisione. Non ero particolarmente dotato…calcisticamente parlando, anzi rispetto a quelli che allora erano i miei compagni di squadra (i vari Bacher, Bedin, fratelli Bruson, Giacomuzzi, Gigliotti, Manarin etc) si può tranquillamente affermare che ero un ''ferro da stiro''. Tantè che le partite più che giocarle le guardavo da vicino sdraiato sulla panca. Cominciai così a seguire le partite con spirito critico cercando di immaginarmi come sarebbe stato o cosa sarebbe successo se in un dato momento qualcuno avesse fatto una certa cosa piuttosto di un'altra. Un giorno venne a mancarci la persona che si occupava della gestione dei cambi, diciamo l'allenatore anche se all'epoca di allenatori veri e propri non ne giravano molti. Ebbi la mia occasione…non di scendere in campo direttamente chiaramente, ma di poter contribuire più dignitosamente alla causa. Scoprii che fare l'allenatore non era poi così male e soprattutto non era affatto un ripiego.

Domanda: Chi è detentore di una memoria corta (colgo l'occasione per ringraziare il nonno de me moie, che facendomi ingurgitare kg su kg di alici marinate ha reso il mio cervello un pezzo unico di granito da cava) ti ricorda solo ed esclusivamente per l'esperienza al C5BZ, ma non sa assolutamente con chi ha a che fare, dato che la tua prima esperienza con la bola che rimbalza poco è da ricercare nella notte dei tempi…o meglio nella Juventus Club di millenni fa, quella formata da vecchi "volponi" tipo Bacher, i fratelli Bruson (fedele copia dei gemelli Derrick della Hot Dog), Gigliotti, ecc….cosa ricordi di quella prima esperienza che ti ha anche regalato una bella promozione in Serie C???
Risposta: Iniziai come incaricato ai cambi le ultime partite di quella sfortunata stagione che ci vide retrocedere. L'anno successivo ripartimmo dalla serie D più o meno con lo stesso organico. Facemmo un ottimo campionato. Arrivammo secondi dietro il Milan club. Salivano le prime due e fummo promossi nuovamente in C. Purtoppo non sentivo una grossa stima intorno a me. In effetti non è facile per nessuno prendere indicazioni, suggerimenti, idee e anche rimbrotti da uno che fino al giorno prima sospettassi addirittura non sapere che il pallone è rotondo. Ricevetti l'offerta dell'Holiday Merano…. e mi ci fiondai come un missile.

Domanda: Dopo aver iniziato a plasmare il tuo "io" futsalistico, ecco sopraggiungere il momento delle valigie e dei saluti…la migrazione verso Merano, in casa del mondo "vacanziero" (l'Holiday), dove rimani diverse stagioni (quattro se non sbaglio) senza farti mancare niente…promozioni, ma anche retrocessioni…racconta a noi cialtroni erranti il momento più alto di questa avventura, ma anche la metaforica "Fossa delle Marianne", quella dove in quel preciso momento ti saresti volentieri inabissato…
Risposta: La cosa più bella fu quando durante una partita per la prima volta un giocatore impazzito applicò un movimento che da tempo cercavo di trasmettere alla squadra….non ci fu il gol ma ci andammo molto vicini. Questo ci diede fiducia a tutti. Ai giocatori perché presero coscienza delle loro possibilità. A me perché presi coscienza che forse non sparavo solo ''cazzate''. Quel giocatore si chiama Daniele Claps. Lui non lo sa…ma quel movimento fu davvero importante per me. Da quel momento cominciai timidamente a sentirmi un allenatore. Gliene sono grato. Veramente. L'anno successivo però retrocedemmo….altro che ''fossa delle marianne''. Scoprii l'amarezza del fallimento in prima persona. Le cose non vanno sempre come tu vorresti, nonostante un impegno smisurato e la passione che ti mangia vivo. Comunque ci rialzammo tutti e l'anno successivo vincemmo la serie D con un punto di vantaggio sul Laives che venne promosso l'anno dopo.

Domanda: L'aeroporto successivo che fa spazio alla tua fusoliera, sempre più carica di esperienza, è ancora a tinte bianco/nere, ma la Juve che il DS Flaim ti da in mano l'estate del 2004 è un team rinnovato…oltre ad un paio di intramontabili senatori (Bacher, Gigliotti + Mezzanotte) la linfa vitale proviene dalla Juniores calcio a 11..volti nuovi, facce pulite, forse ancora col rigagnolo di latte sui lati della bocca, ma carichi di voglia d'imparare e adatti ad essere plasmati…stiamo parlando di Marino, Casarin, Veronese, Gianotti, Crupi, Mongelli, ecc. Il primo anno vi regalate un ottimo settimo posto, ma il secondo fate il botto, facendo penare fino all'ultimo il rodatissimo Pomarolo e piazzandovi al secondo posto della classifica (andando a fare gli spareggi, poi persi nel triangolare). Quella squadra incantava, era fatta di meccanismi degni di un orologio Parmigiani, vedervi in campo era un vero godimento…qual'era l'ingrediente segreto di questa squadra, che pur non avendo un bomber di razza (i goal erano equamente distribuiti nella rosa) riusciva a fare secchiate di goal rischiando pochissimo in fase difensiva???
Risposta: I primi due anni furono veramente fantastici. I ragazzi, i vari Marino, Veronese, Deboni, Casarin, Gianotti, Mongelli, Crupi, Sartin, Zuccal, Ficco, Ferlisi e Righetto(spero di aver ricordato tutti) avevano 2 doti fondamentali. La prima…la bravura. La seconda che erano, calcioa5 parlando, vuoti e quindi facilmente plasmabili. Inoltre non avevamo nessun tipo di pressione. Ci chiesero di fare il nostro meglio e noi ci divertimmo molto.

Domanda: I "To be continued" con i bei finali il più delle volte appartengono solo alla fantasia o al mondo televisivo…difatti l'anno dopo, quel team che aveva lasciato a bocca aperta la regione, non riesce a ripetere le gesta passate, anzi si guadagna "solo" un settimo posto…l'annata 2007/08 addirittura diventa tribolata (molti elementi di spicco del team, Crupi e Veronese su tutti, avevano fatto le valigie per lidi più allettanti), con una salvezza colta solo nelle ultime giornate…in un "congegno umano" che sembrava perfetto, sei riuscito a capire cosa ha staccato la spina??? La mancanza di nuove leve adeguate, la scarsa voglia di sacrificio, o il puro e semplice appagamento??? Credi forse di aver sbagliato qualcosa anche tu motivando poco l'ambiente???
Risposta: Beh, sai certamente io non sono un gran motivatore. Mi spiego. Possiamo provare a motivare uno ad andare in guerra con il richio di morire. Ma cosa devo dire per motivare qualcuno a fare sport, a giocare a pallone insomma a fare quello che gli piace fare? Che è bello vincere, che bisogna andare in campo e dare il 100% sempre o che per migliorare bisogna impegnarsi ? Forse non sono riuscito a tenerli umili, a fargli capire che per stare al top ti devi sacrificare e che non esiste l'appagamento per fare quello che ti piace fare. Ma che cos'è l'appagamento? Forse semplicemente avevano bisogno di qualcosina in più di quello che io potevo dargli. Oggi quella squadra non esiste più, ma esistono ancora loro che giocano tutti in altre squadre e che spero si divertano ancora molto. Io li seguo da lontano…e provo tanto orgoglio per ciascuno di loro.

Domanda: E cosi arriviamo alla fatidica data, lunedì 18 Agosto 2008, inizio della tua esperienza col C5BZ, data del ritrovo…alcuni dei tuoi giocatori simbolo (Sartin, Gianotti e Mongelli), ti traghettano in questa nuova scoppiettante realtà, fatta di solide basi e sogni concreti…l'unico neo è dover ripartire dal basso, ma tu non hai il pelo sullo stomaco, e accetti con l'entusiasmo che ti contraddistingue…il primo anno ottieni la promozione alla C (nonostante una miriade di brutti infortuni che aveva ridotto ai minimi termini la tua rosa), e il secondo tu e tutta la società proiettate lo sguardo ambizioso verso la B…ma qualcosa non va, l'ingranaggio cardine si rompe, e la società il 15 dicembre 2009 emette un comunicato dove dice che sei stato sollevato dalla guida tecnica del team (cosa rara come trovare un porcino da due chili sui prati del Talvera), al tuo posto subentra poi Ezio Maria Sieff. Ora che la clessidra del tempo ha scandito parecchio tempo, e di acqua sotto i ponti ne è passata a bizzeffe, raccontaci cosa realmente è successo in quell'autunno 2009…perché sei stato rimosso, e con che motivazioni??? A questa domanda, l'intero panorama futsalistico non si è mai riuscito a dare una riposta.
Risposta: Normalmente quando si procede ad un esonero c'è sempre qualcosa che non va, chiaramente. Forse ai nostri livelli non è proprio così consueto, ma il mondo dello sport è così che funziona. Mi incontrai un sabato mattina dello scorso dicembre poco prima della sosta invernale con il Presidente, il VicePresidente e il Direttore Sportivo. Mi dissero che non godevo più della considerazione di una parte dello spogliatoio e che loro malgrado erano costretti ad esonerarmi. Che ci fosse qualcosa che non andasse a me pareva evidente già da un pezzo. La sera prima giocammo e ricordo che tirava una brutta aria. Probabilmente i giochi erano già fatti. La senzazione che provai quella sera fu di profonda umiliazione.

Domanda: Veniamo ai giorni nostri, dove nonostante molte e molte richieste (di questo ne ho la certezza e le prove) sei ancora lontano dalle panchine legnose…diciamo che osservi, sei "l'uomo che guarda", anche se onestamente senza assiduità…difatti, proprio qualche settimana fa, ti ho incontrato sugli spalti per un match del C5…proprio quel C5Bz che ora milita in Serie B, ma che naviga in pessime acqua. Il mister attuale è Lele "Alchimia" Loss, detentore di una concezione di futsal propria, difatti sia il suo Bubi che il suo Green avevano un'identità ben definita…quell'identità che nel C5Bz non c'è…questo discorso mi ricollega alle tua gesta in casa cicinquina, dove i tuoi meccanismi tipici ad orologeria e i tuoi tagli non si sono mai visti…ma allora io ti chiedo: "Dov'è il problema di fondo nel team del presidente Benussi, dato che due eccellenti allenatori non sono riusciti ad imporre il loro credo???". Risposta cruda, ma che forse nasconde una risposta ovvia…
Risposta: Non posso certamente parlare per Daniele Loss che stimo moltissimo. Il fatto è che non conosco l'attuale reale situazione. Per quel che mi riguarda non sono riuscito a coinvolgere alcuni giocatori sul piano del gioco che per me è il calcioa5. Va da sé che perché un matrimonio possa riuscire bisogna perlomeno sforzarsi di capirsi altrimenti ci si esonera.

Domanda: Giorgio, tu lo sai, il futsal è la "tua" casa, un personaggio come te deve rientrare il prima possibile in questo circuito…dove lo troviamo un altro con il tuo stilosismo (sempre impeccabile in camicia). In attesa di ciò, dai forma al tuo quintetto delle meraviglie con i giocatori che ti sono passati fra le mani…quei 5 elementi (un portiere e 4 uomini di movimento) che ti hanno riempito il cuore…mi raccomando, ogni scelta deve essere motivata…
Risposta: In porta direi Antonio Tenderini dell'Holiday. Fortissimo tra i pali e persona veramente disponibile. Come centrale menzionerei Andrea Cino Marino del primo biennio juventino. Vederlo crescere nel ruolo mi ha dato veramente soddisfazione e mi è sempre rimasto impresso perché persona di caratura non comune. Si è un po' perso calcettisticamente parlando ma io so che lui è un grande e ci ritornerà. Primo laterale ricordo con affetto il mitico Andy Urban dell'Holiday. Forse non piedi eccelsi ma grande tattico, insomma uno che capiva al volo dove mettersi e cosa fare. Persona amabile e lo considero un amico. Secondo laterale David DiMuccio del C5 Bolzano. È nato per fare il Capitano e sarà perché io ho un debole per i giocatori grintosi lo vorrei sempre in squadra con me. Pivot. Denis Nano Veronese e che diamine. E' l'argento vivo nel vero senso della parola. Forse un po' eccessivo negli atteggiamenti, forse non un pivot puro e forse non un goleador di razza ma certamente uno che in campo non passa certo inosservato. Matto da legare e coraggioso.Mettere giù questo quintetto è stato molto doloroso, perché ho dovuto tacere di tutti gli altri giocatori che ho avuto la fortuna di allenare. Sono tutti stati una fortuna per me e li ricordo tutti con grande affetto. Tutti tutti.

Domanda: Quando si entra nello spazio "Ultima Domanda", io mollo la scena per farmi na birra media e lascio il microfono nelle mani del mio intervistato…il mondo degli adoratori del parquet laccato ti ascolta, è tempo di vomitare qual sassolino che ti tormenta da tanto, troppo tempo…
Risposta: Bene, allora parliamo degli ''Uomini in nero'', altrimenti noti come ''Arbitri''. Non vorrei fare di tutta l'erba un fascio e non lo faccio. Ce ne sono di veramente bravi e questo bisogno dirlo a voce alta. Ma bisogna urlare invece che un buona parte di questa categoria è assolutamente inadatta. Non stò parlando di comuni errori tipo, inversione nelle rimesse e dei falli che ci stanno e ci staranno sempre. Sto parlando di arroganza e di sufficienza negli atteggiamenti, con a volte scarsa conoscenza dei regolamenti. Il calcio a5 in regione negli ultimi anni è cresciuto molto. Forse siamo ancora indietro rispetto ad altre realtà ma siamo cresciuti. Gli arbitri sono rimasti indietro. Devono capire che, come in tanti altri sport ma soprattutto nel calcioa5 le loro scelte sono spesso determinanti ai fini del risultato. Pensiamo ad esempio ai falli cumulativi. Devono rendersi conto che un giocatore normale durante una partita ha il testosterone alto ed è facile che possa anche perdere la testa e spesso questo è causato proprio dall'atteggiamento arbitrale. Una persona famosa di cui non ricordo il nome ha detto che il miglior arbitro è quello che si nota di meno. Concordo.

Concludo facendo un plauso a Girogio, campione indiscusso di professionalità e di buon senso, uno dei rari personaggi "veri" del nostro ambiente,
Salumi con inchino, Bandito nr.13!!!

mercoledì 24 novembre 2010

L'intervista … con il BANDITO Episodio 46: Roberto Torboli

(nella foto sopra, un'immagine di "Bobo" Torboli in versione "Krampus")


Domanda: Il futsal, come ogni cosa nella vita, l'è tipo un ascensore di quelli ultra prestigiosi…ti puoi sentire catapultato ad ammirare le stelle, e di colpo finisci negli inferi, senza sapere nemmeno come è potuto succedere…in merito a questo anomalo e paradossale ragionamento, mi sono detto detto: "Neffo, ma perché non intervistiamo colui che al momento viene visto come il "Krampus" (per sapere cos'è il krampus, http://it.wikipedia.org/wiki/Krampus, ndr) dall'intera regione futsalistica??? Perché non diamo voce e spazio ai pensieri di colui che è visto come il male assoluto (puttana che drammatico che son stato!!! A me, "Anche i ricchi piangono" me fa un baffo, ndr)???"…ecco che con un colpo de bacchetta appare nello studio banditesco Roberto "Bobo" Torboli…allora "Bobo", partiamo dall'inizio, rivangando negli anni passati…all'epoca, quale fu l'input che ti fece abbandonare i campi erbosi dell'11 (prima da ottimo attaccante e poi eclettico allenatore), e ti proiettò verso le superfici riflettenti delle palestre???
Bobo: ho giocato e allenato molti anni calcio a 11 ma ti devo dire che mi e' sempre piaciuta la tattica e il calcio a 5 e' uno sport con molte situazioni dove la testa deve essere piu' veloce delle gambe...cosi quando mi hanno proposto di allenare(io non ho mai giocato a calcio a 5) la Pizzeria Pace ho subito detto di si....

Domanda: Quindi, nella stagione 1997/98 prendi le redini della Pizzeria Pace di Arco militante in Serie C e cominci la tua avventura…stiamo parlando di ben 12 anni fa, sei uno dei più precoci in questo campo è (speriamo solo li, buhahahahaha, perdonami la battuta ma ci stava), cosa è cambiato, sempre se è cambiato qualcosa, nel futsal di allora e quello di oggi??? Come direbbe il vecchio saggio della "Del Monte" (quello delle famose ananas sciroppate che ogni natale me mare me rifilava): "Tutto, ma fondamentalmente niente"???
Bobo: ricordami di dire alla mia fidanzata di non farti piu' certe confidenze... devo dirti sinceramente che non vedo grossi cambiamenti nel nostro futsal regionale anche perche' mi sembra che i giocatori bravi di allora sono ancora tra i piu' bravi oggi....forse a livello nazionale e' cambiato qualcosa con l'arrivo dei giocatori brasiliani,argentini ecc....

Domanda: Dopo la parentesi arcense, ecco spalancarsi come d'incanto le porte di casa Torre Verde…inizia la tua love story con il PalaHangar di Gardolo, culminato con l'impresa della stagione 2000/01 che ti vede raggiungere un'ottima salvezza in Serie B (per la precisione se non sbaglio vi classificate quarti)…descrivici le difficoltà che hai avuto nella gestione della vecchia guardia, nella gestione degli emergenti (Sieff su tutti) e nella gestione del talento infinito di Caruso.
Bobo: devo sinceramente dirti che lavorando con una societa' preparata come il Green Tower e con un presidente esperto e attento come Marco Sembenotti non ho trovato grosse difficolta' di inserimento...certo gestire giocatori che vogliono sempre giocare non e' il massimo, ma quando fai l'allenatore sono problemi che devi mettere in preventivo anche se con me giocano solo quelli che mi seguono, su questo sono molto duro....per quanto riguarda la gestione di Hernan mai avuto problemi in quanto io volevo sempre vincere e lui di piu'...oltre al rapporto di amicizia che abbiamo tuttora fuori dal campo....

Domanda: Tralasciata la parentesi 2001/02 avuta con il Brescia calcio a 5 (dove fra parentesi collezioni sul campo la promozione dalla C2 alla C1 lombarda), inizia l'avventura Trento Calcio a 5…meravigliosa cavalcata quella, dove vi guadagnate i galloni vincendo prima la Coppa Italia e poi la promozione in Serie B (ai danni dell'Olympia Rovereto)…poi qualcosa si rompe…il giocattolo perfetto salta per aria…sfumata l'idea di una fusione col Green Tower, i diritti vengono ceduti al Brescia…spiegaci bene come sono andati i fatti, perché molti tipo me medisimo non li hanno chiari…tipo; quell'anno alla fine sei stato esonerato???
Bobo: ne ho sentite di tutti i colori su questa storia e finalmente qualcuno chiede direttamente a me come sono andati realmente i fatti....dunque vinciamo campionato e coppa italia, arriviamo a fine stagione e ci troviamo con i dirigenti per fare il punto della situazione giocatori e soprattutto di quella economica: voglio ricordare che io ero solo l'allenatore e non facevo parte della societa'...comunque dopo una attenta analisi economica la societa' e' arrivata alla decisione di non poter sostenere una serie B con l'obbiettivo minimo della salvezza...saputo questo e' arrivata una proposta di collaborazione con imprenditori bresciani che hanno voluto entrare in societa' con nuovi dirigenti, giocatori e allenatori. La proposta e' stata accettata e tutta la vecchia squadra compreso il sottoscritto e alcuni dirigenti (se non ricordo male solo 2 dei vecchi dirigenti sono rimasti) siamo rimasti senza squadra. Con il senno del poi non fu una mossa felice ma a tutt'oggi le realta' di Societa che non possono sostenere la serie B sono molte

Domanda: Lo scorrere inesorabile delle polvere del tempo, vede i tuoi servigi portati in quel di Besenello (a parte una nuova parentesi con la tua squadra d'adozione, ovvero il Brescia C5…stagione 2004/05, con promozione dalla C1 alla B) presso la corte dell'Itas…stagioni molto intense, culminate nella finale di Coppa Italia persa contro il Bubi in una partita epica del dicembre 2005…cosa ricordi di quelle stagioni??? Rimembraci (casso, son meio de Leopardi) il picco più alto e il momento più buio della tua esperienza a Castel Beseno.
Bobo: posso solo dire che quando sono stato chiamato (grazie a capitan Giovanelli) ad allenare, l'Itas era una societa' che navigava nella media-bassa classifica...ho cambiato completamente l'organico dei giocatori e portato un po' piu' di organizzazione...e se oggi lotta per salire in serie B un po' il merito me lo prendo...

Domanda: Domanda inevitabile, che alla fine è arrivata precisa e in orario come il treno che ti porta da Tokyo a Kyoto…Povoli Story che prende il volo nella stagione 2007/08, è ora di "vomitare" la verità fino in fondo e senza peli sulla lingua. Dalla cavalcata vittoriosa e inarrestabile della Serie C (condita anche dalla vittoria della Coppa Italia), all'estate da manager alla Ferguson, condita da super nomi del futsal continentale (tutti con almeno un precendete in blasonate società di A1), al flop dopo pochi mesi…ricorda che per tutti noi sei il "Male Assoluto", non dimenticarlo mentre rispondi…
Bobo: vomito volentieri anche perche' sei il primo che me lo chiede direttamente...dunque vinta la serie C dovevamo organizzare la serie B e il presidente Alessandro Povoli mi chiede se me la sentivo di fare anche il direttore sportivo io accettai..il mio progetto era quello di confermare Caruso e di costruire intorno a lui una squadra con giocatori regionali che poteva arrivare a meta' classifica...contattai quelli che secondo me erano i nomi giusti..Dorigatti, Lo Conte, Carlos, Citraro, Gamberoni, Andreazza,ecc....poi grazie a Caruso quasi per scherzo contattammo Amoroso pur sapendo che era fuori dalla nostra portata economica...misi al corrente il mio presidente che pero' organizzo un incontro con il giocatore e alla fine si accordo' per farlo giocare con noi, e da li cambio' il progetto e arrivarono tutti gli altri nomi che tutti sanno. Voglio precisare che tutti i giocatori per quanto riguardava l'aspetto rimborso spese si accordavano direttamente con il presidente Alessandro Povoli (se vuoi ti metto in contatto con tutti i giocatori e puoi tranquillamente chiedere), non ti nascondo che io ne ero a conoscenza, ma solo dopo che le parti si erano messe d'accordo. Organizzai tutto quello che si doveva, cominciammo a vincere tutte le partite di campionato e di coppa riempivamo i palazzetti in ogni parte d'italia....quello che potevo fare lo feci a differenza di chi doveva onorare l'aspetto rimborso spese che evidentemente non ha mantenuto...ricordo le nottate a casa mia con tutti i giocatori ad aspettare notizie del nostro presidente...dunque la verita' e una sola...abbiamo avuto problemi economici ma su questo non mi sento assolutamente colpevole, ripeto puoi chiedere ai giocatori...anzi sono arrabbiatissimo per come e' andata anche perche' ora allenerei in A2

Domanda: Arriviamo cosi all'estate 2010, per quello che dovrebbe essere il nuovo lancio dello "Space Shuttle"…si parla di rifondazione, con l'acquisizione dei diritti del Domus Milano per il rilancio in Serie B, decantato anche su un noto quotidiano trentino…eppure tutto salta nuovamente in aria, sempre se qualche cosa esisteva…cosa ci dici in merito a questa faccenda??? Eri uno degli elementi che si stavano prodigando nel nuovo progetto, o eri solo una semplice pedina dello scacchiere
Bobo: hai gia risposto tu ..ero solo una semplice pedina

Domanda: Veniamo adesso al rapporto umano…nei molti anni di futsal che hai sulle spalle, ti sei rapportato a decine di personalità diverse, ognuna caratterizzata da qualche elemento caratteriale particolare…io te ne voglio sottoporre tre, forse i tre a cui sei più legato…forse…
Hernan Caruso, solo tre stagioni con lui ma il giocatore che ami di più
Max "40 Denari" LoConte, forse quello che tu reputi il "Caruso" di noi "normali" regionali
Francesco "Cap" Giovanlli, tuo "portaspada" in mille battaglie e in mille stagioni diverse
Vestiti da Analista e mostraci, pregi, difetti, debolezze di questi tre grandi Futsal Player.
Bobo: a parte che Caruso lo ho allenato per 6 anni devo dire che il suo pregio e' che a detta anche di giocatori di seie A lui e' il miglior giocatore italiano.....il suo difetto che e' troppo impulsivo, la sua debolezza non te la dico....
Max e' il giocatore che porterei sempre con me, onesto, leale, mai sopra le righe, tecnicamente fortissimo e vorrei ricordarti che molti anni fa lo avevamo venduto all'Arzignano e lui rifiuto'...
Giovanelli e' il mio capitano..il mio allenatore in campo...il giocatore perfetto per ogni allenatore...a volte troppo buono a mio avviso se fosse stato piu' "cattivo" in campo sarebbe arrivato sicuramente in categorie superiori..

Domanda: Nella tua carriera sei stato anche selezionatore della Rappresentativa Regionale, quindi mi pare ovvio e scontato chiederti una ricetta per far decollare definitivamente il futsal regionale…onestamente non mi sorprenderebbe che mi dicessi: "Neffo, dopo anni di panchina legnosa, posso assicurati che non esiste nessuna alchimia possibile…non c'è speranza…". Dimenticavo, nella tua lungimiranza, vedi un giovane regionale che potrebbe avere un grande futuro sui parquet di tutta Italia???
Bobo: Neffo, dopo anni di panchina legnosa posso assicurati che non esiste nessuna alchimia possibile..non c'e' speranza....

Domanda: Ebbene, siamo giunti alla fine di questa corposa e tosta chiacchierata…in ogni mia intervista, regalo lo spazio finale all'intervistato…in pratica, gli permetto di vomitare ogni genere di sassolino, indistintamente dalla dimensione e dalla forma…può fare un rumore assordante, ma può anche essere leggero come una piuma…caro Bobo, impugna il microfono, a te la platea
Bobo: dunque...vorrei prima o poi allenare di nuovo il Green Tower.........vorrei salutare Magelli perche' e' tantissimo che non lo vedo....vorrei fare i complimenti al Bubi....vorrei dire che Loconte e' ancora il miglior giocatore della Regione...vorrei dire, anche se non andiamo d'accordo, che Sieff e' il miglior allenatore in zona...vorrei far pace con Pierino Fato ma lui non vuole....vorrei ricordare a Deluca che con me in serie B ha fatti piu' di 50 gol....Salumi Bobo....
Salumi graffianti, Bandito nr.13!!!

lunedì 23 agosto 2010

L'intervista … con il BANDITO Episodio 45: Marcio Venicius Forte

(nella foto sopra, il grandissimo Marcio in versione "guida"...chi non si affiderebbe a lui quando c'è di mezzo un terreno parquettoso???)


Nome? Marcio Venicius

Cognome? Forte

D: Olà Marcio, benvenuto nella mio balordissimo e incasinatissimo studio…come vedi c’è più polvere qui che nel castello della famiglia Addams, ma non preoccuparti, basta un colpo de swiffer ben assestato e gli acari sono sconfitti…ma veniamo a noi…non ti nascondo che nonostante io sia portiere (so che è difficile crederlo, ma è cosi, hihihi, ndr) anzi, da poco ex portiere, tu sei il mio giocatore preferito del panorama futsalistico italiano…ogni volta che ho avuto il piacere di vederti sul terreno di gioco, mi hai impressionato per la tua facilità di corsa, per il tuo sacrificio in favore dei compagni più offensivi, per il tuo non mollare mai e crederci sempre … ma il calcio a 5 per Marcio Venicius Forte che cos’è??? Lo consideri solo un lavoro o è qualcosa che va oltre, tipo la famosa esclamazione di Bill Shankly: "Alcuni pensano che il calcio sia una questione di vita o di morte. Non sono d'accordo. Posso assicurarvi che è molto, molto di più."??? Se non ci fosse stato il futsal, avresti puntato sul calcio a 11???
R: Il calcio a 5 é entrato nella mia vita in una maniera “diversa”…da piccolo facevo nuoto, e quando ho compiuto 13 anni mi hanno invitato a partecipare ad un evento in una scuola di calcio a 5, sono andato é da quell’appuntamento ho lasciato il nuoto. Facevo calcio a 11 e calcio a 5 contemporaneamente, ma con il tempo il calcio a 11 cominciava a diventare più serio, al che dovevo scegliere: giocare o fare l’Università? Già giocando a calcio a 5 riuscivo a guadagnare un soldino, e li ho deciso di fare l’Università e giocare contemporaneamente a futsal. Quando ho finito l’Università il calcio a 5 per me era diventato “serio” e in quel momento ho avuto il dubbio di cosa era meglio per me, fino a quando ho ricevuto una proposta per venire in Italia a giocare con la Lazio, ho accettato, e li è cominciata la mia storia in Italia. Il calcio a 5 per me è molto più di un gioco, il calcio a 5 mi ha dato e mi ha tolto tante cose...non é facile stare lontano della famiglia, degli amici, perdere il padre é non avere tempo di tornare per dargli un ultimo bacio…ma dall’altra parte il calcio a 5 mi regala molte soddisfazioni personali è professionali, come nuovi amici e tanti emozioni…mi ha fatto capire che bisogna cooperare, essere persistenti, mi ha fatto emozionare oltre ad avermi dato un supporto finanziario per il mio futuro, ma, principalmente, mi ha fatto crescere come uomo.

D: Ormai sono anni che consumi le suole delle tue scarpe gommose sui parquet italiani…Lazio, Perugia ed ora Montesilvano alla corte di quel grandissimo mister che risponde al nome di Fulvio Colini…qual’è il ricordo più bello, calcisticamente parlando, che ti porti dentro nella cassa toracica al fianco del cuore??? Forse è quello legato alla conquista della coppa Italia 2006/07 proprio con il Montesilvano…l’altra coppa Italia che hai vinto nel 2002/03 con l’S.S. Lazio C5 o lo scudetto che hai portato a casa (ai calcio di rigore, in gara 3, dopo un’incredibile match contro la Lottomatica Roma, reso famoso dall’esonero di mister Ronconi fra un tempo e l’altro, ndr) nella stagione 2004/05 vestendo la maglia di patron Gaucci???
R: Io penso che tutti i titoli vinti hanno un sapore speciale e diverso uno dall’altro, però quando sono andato a Perugia venivo da un’annata piena d’infortuni (con la BNL) e mister Ronconi ed il Perugia di Riccardo (Gaucci, ndr) mi davano l’opportunità di ricominciare e di mostrare a tutti chi ero…sono arrivato e li ho trovato un ambiente dove la squadra umbra aveva appena sfiorato la vittoria, perdendo in finale. Li abbiamo fatto un grande anno, abbiamo lavorato molto, eravamo molto competitivi perfino negli allenamenti, avevamo acquistato una mentalità vincente e penso che questo é stato il fattore che ci ha portato a disputare la finale con la Roma. Però per vincere contro la Roma soltanto la mentalità vincente non bastava…dopo aver vinto la prima gara in casa, perdemmo gara due nell’ultimo secondo di gioco…oltre ad andare a gara 3, avevamo perso per infortunio Danilo, un giocatore straordinario, in quel momento tutti davano la Roma come vincente...e poi nel finale del primo tempo sembrava fatta per la Roma, il parziale diceva 3 a 0…ma li è cominciato qualcosa di strano, combinazione di molte cose: presunzione della Roma, fortuna, miglior preparazione fisica, io ricordo che tutti abbiamo dato il 110% , non abbiamo mai smesso di crederci e siamo stati ripagati con la vittoria ai rigori. Questo sentimento indescrivibile cerco di portarlo sempre con me e cerco di trasmetterlo ai miei compagni e alle persone che mi stanno vicino quando vedo che qualcuno non sta bene…

D: Veniamo a uno di quei temi che molto spesso sollevano un vespaio di polemiche e un uragano di chiacchere…tu sei una bandiera della nazionale italiana, eppure sei nato 33 anni fa su suolo sud-americano (Brasile, ndr), come spieghi questa cosa??? Cos’è per te indossare la maglia azzurra, che sentimenti provi??? Probabilmente, vedendo la tua irrefrenabile esultanza, al momento del 2 a 0 confezionato all’Ucraina (l’11 Ottobre 2008, secondo girone, sfida delicatissima, dove hai messo a segno una doppietta, ndr) si potrebbe già trovare la risposta …
R: Tutto e cominciato nel periodo della II° Guerra Mondiale quando milioni di Italiani sono scappati dalla propria terra per cercare qualcosa di meglio su suolo brasiliano. In Brasile hanno lavorato, si sono sposati e hanno costruito una famiglia, per questo tanti brasiliani e argentini hanno la possibilità di avere la cittadinanza Italiana. Nel mio caso mio nonno e nato in Italia, ma si è sposato in Brasile, per ciò ho tutti i diritti e i doveri di un Italiano. Io non ho mai nascosto la mia soddisfazione di vestire la maglia azzurra, primo perchè in Italia mi hanno accolto benissimo, poi perchè l’Italia mi ha dato l’opportunità di aiutare la mia famiglia ad avere qualcosa di migliore, inoltre mi ha dato l’opportunità di giocare i campionati più importanti del mondo. Per questo, quando sono chiamato in causa, faccio tutto con i migliori sentimenti, faccio tutto con il cuore, senza presunzione o arroganza.

D: Anche se mi vedi armato di benda, non avere paura, non ti porto nella Casa del grande fratello insieme a Mauro Marin, abbi fiducia in me, anche se so che è difficile…bene, ora apri gli occhi e guardati intorno, ti ho riportato indietro nel tempo…siamo allo stadio Maracanazinho di Rio de Janeiro ed è il 16 ottobre 2008, ed è appena terminata la sfida tra Spagna e Italia…ci troviamo dietro la porta di Feller dove si vede ancora il pallone mandato in rete dall’incredibile auto-goal di Foglia, esattamente sulla sirena del secondo tempo supplementare, una grandissima beffa…riesci a farci capire cosa hai provato quando quel pallone ha varcato la linea??? Credi che questa poteva essere veramente la volta buona per vincere il mondiale??? Qualunque cosa tu mi risponderai, voglio solo dirti che quella sera ero orgoglioso di voi!!!
R: Il calcio a 5 é bello perché ci porta in situazioni che non puoi immaginare…in quella partita ero squalificato e quindi la tensione e il nervosismo mio erano alle stelle…quando é successo non volevo crederci e mi venuto un vuoto, un silenzio dentro. Ci tenevo molto ad arrivare in finale, ero consapevole che potevamo fare una grande partita contro la Spagna e l’abbiamo fatta. Peccato che sia andata cosi ma sono sicuro che tutti abbiamo cercato di dare il meglio. Forse per me è stato il primo e ultimo mondiale, ma chi può dirlo? Penso che soltanto il tempo lo dira! Di una cosa sono sicuro, ho giocato e ho vissuto il mondiale con tutta l’intensità e la voglia che avevo dentro di me.

D: Bene, abbiamo parlato anche troppo del passato, parliamo del presente, stagione 2009/10 del Daf Montesilvano…dopo l’amarissima sconfitta in finale l’anno precedente contro la Luparense (ero sugli spalti quasi depresso, ndr) finalmente è diventato realtà un sogno quasi insperato…a spese della Marca Trevigiana siete diventati campioni d’Italia, dopo una spumeggiante gara tre in casa loro, ci credevi??? Cosa è cambiato mentalmente rispetto all’anno scorso??? Quanto c’è dell’architetto Colini in questa favolosa impresa??? Quanto sono stati determinanti i nuovi arrivati, capitanati da quel fenomeno di Mammarella (mio Dio che forte!!!, ndr)???
R: Certo che ci credevo! Dopo che abbiamo perso la finale contro la Luparense (l’anno scorso, ndr), ho visto sul viso di ognuno di noi che avevamo dato il massimo. Dopo la perdita per doping di Foglia e Morgado, nessuno credeva più nel Montesilvano, ma chi era presente, giorno dopo giorno, vedeva che il gruppo c’era. Ogni giocatore stava facendo più del 100% e questo sacrificio, questa determinazione, questa voglia di provare che la nostra squadra non era soltanto Foglia e Morgado si è vista, arrivando in una finale inedita per la società. Secondo me questa è stata la ricetta da seguire…certo era importante l’inserimento di qualche giocatore in più, perché con un campionato lungo cosi avevamo bisogno di minimo 8 giocatori dello stesso livello. La società insieme al mister ha lavorato per trovare giocatori giovani, con grande voglia di lavorare e di crescere. In seguito l’inserimento di Mammarella, Calderoli, Borruto e Cuzzolino ci ha dato la qualità per giocarcela contro qualunque squadra e sognare in grande. Però non sono solo rose… il nostro anno e cominciato benissimo, avevamo per la prima volta vinto il titolo d’inverno, poi è arrivata la Final Eight di Coppa Italia e tutti si aspettavano il Montesilvano in finale, ma non è andata cosi. Questo ha creato un grande dubbio verso la nostra squadra e nessuno, oltre il nostro spogliatoio, credeva nel titolo del Montesilvano. Già, Colini sapeva che era possibile, e noi sapevamo che se riuscivamo a fare tutto quello che lui diceva potevamo vincere, e cosi è stato…un play off dove il Mister è riuscito a raccogliere da ogni giocatore il massimo, la concentrazione giusta e la motivazione giusta. I giovani: Mammarella, ragazzo umile e portiere con molta personalità e grande voglia di migliorare, Calderoli, Borruto e Cuzzollino tutti e tre hanno imparato e sono cresciuti tanto difensivamente, si sono sacrificati per la squadra, poi avevamo Caputo, Hernan, Dario, Andrea e Ghiotti che è tornato a giocare ad aprile dopo un intervento al ginocchio, oltre due grandi pivot come Junior e Patias. Questa unione tra società esempio, allenatori, staff preparato e giocatori, disponibili a lavorare e migliorare ogni giorno, è stata la ricetta per arrivare prima del previsto alla conquista dello scudetto.



D: Dal 25 settembre al 3 ottobre in Abruzzo va in scena la Vs. prima apparizione in Uefa Futsal Cup…i vostri affersari saranno, i croati del MNK Nacional Zagreb, gli israeliani dell'ASA Tel Aviv e la vincente del girone preliminare tra FS Ilves Tampere (Finlandia), BGA Futsal (Danimarca), KF Tirana (Albania) e ZC Excess Futsal (Malta)…cosa ti aspetti da questa esperienza??? Pensi che la squadra possa essere pronta per alzare al cielo una coppa tanto importante???
R: Penso che il nostro Presidente Iervolino, portando questo girone della Uefa Futsal Cup a Montesilvano, ha voluto fare un regalo ai nostri tifosi e a tutta la regione, che sempre ci ha sostenuti e che sempre ha creduto nella nostra squadra…penso che questo è il campionato di Club più importante per un giocatore, e certamente cercheremo di essere noi stessi i primi a lavorare e cercare ogni giorno di migliorare, in questo modo sono sicuro che il Montesilvano potrà fare molto bene…. Certo che arrivare alla Final Four sarebbe un sogno per tutti, e vi assicuro che noi giocatori e staff faremo il massimo per cercare di fare questo regalo a tutta l’ Italia!

D: Immaginati di essere sulla riva del fiume Mississippi … sei armato di setaccio e stai scandagliando il fiume alla ricerca di pietre preziose come un vecchio cow boy … miracolosamente riesci a trovare cinque pepite d’oro, grandissime e molto brillanti … cinque pietre, come i cinque ruoli del calcio a cinque … accosta ad ogni pietra, il giocatore più forte con cui hai mai giocato per ogni ruolo, e se riesci, dimmi perché lo hai scelto …
R: Neffo questa é difficile. Ho giocato con tanti ,ma tanti giocatori bravi, però devo scegliere 5….
Come portieri scelgo: Caio Farina, che oltre ad essere un grande uomo secondo me è un grande portiere
Come difensore scelgo: Vaguinho, giocatore campione del mondo con il Brasile nell’1996, contraddistinto da grande tecnica e agilità, capace di difendere contro tutti i tipi di attaccanti
Come ala destra scelgo: Carlos Montovanelli , un giocatore grintoso e bravo tatticamente da cui ho potuto imparare tanto, dentro e fuori del campo.
Come ala sinistro scelgo: Hernan Garcia, un giocatore di molto movimento intelligente e molto tattico, oltre ad essere un grande uomo di gruppo.
Come Pivot scelgo: Adriano Foglia, un giocatore imprevedibile che può giocare tanto ala come pivot.
D: Caro Marcio, da questo momento sei a tutti gli effetti un Bandito del c5 onorario!!! Però per completare l’opera d’iniziazione, devi fare un’ultima cosa … ogni persona che viene nel mio studio, oltre a portare una cassa di cerveza, conclude l’intervista togliendosi un sasso dalla scarpa, il cosiddetto rospo che non sei mai riuscito a digerire … il microfono e il mio studio sono a tua disposizione … di pure tutto ciò che vuoi …
R: :):):):)…. Posso dire tutto? …..:):):):)
Una simpatica: Quanto mi piacerebbe vedere le faccia di tutti quelle che hanno detto che il Montesilvano senza Foglia e Dudu era finito !!!.....:):):):)

D: Dimenticavo, in molti a Bolzano ci facciamo questa domanda: “Ma Foglia e Morgado che fine hanno fatto??? Li rivedremo dare spettacolo su un campo parquettoso???”
R: Certo!!!…se non mi sbaglio da fine ottobre tutti e due sono disponibili per rientrare dalla squalifica, Morgado è stato ceduto in prestito a Pescara, mentre Foglia rimane a Montesilvano . Cari Banditi, vi aspetto a Montesilvano per una partita…un abbraccio forte a tutti.

Mentre scorto M.V. Forte all’uscita dello studio Banditesco mi rendo conto che quest’oggi ho avuto a che fare con un grande uomo…prima lo ammiravo “solo” per l’intensità e la passione che trasmette sul campo di gioco, ora l’ammiro ancora di più, perché ho potuto constatare con mano lo spessore del suo animo…non a avuto problemi ad aprirci il suo cuore e a rispondere con assoluta naturalezza alle nostre malsane domande, nonostante sia uno dei BIG di questo sport. Grazie mille Marcio.

Salumi orgogliosi, Bandito nr.13!!!

P.S.: Le risposte date da Marcio sono state lievemente modificate nella forma per renderle più fluide, ma la sostanza non è assolutamente stata intaccata.

martedì 15 giugno 2010

L'intervista … con il BANDITO Episodio 44: Alessio Wegher


(nella foto sopra, un Alessio Wegher in versione Diego "El Principe" Milito!!!)

D: Dopo un sacco di profumi acri derivati dal contatto suola liscia-parquet, finalmente le palestre regionali hanno sbarrato i cancelli…ora è tempo di sole, mare, gran donzelle in bella evidenza e compagnia danzante, ma per noi Banditi l'estate non vuol dire riposo, anzi, vuol dire lavoro sotterraneo per reperire news fresche e agganci con i futuri protagonisti del calcetto che sarà, in ottica "Intervista Malsana". Proprio prendendo spunto da questo, oggi ospitiamo nei nostri sempre più che mai fatiscenti studi (il Bandito nr.12 si è venduto anche le poltrone pur di cavarci fuori un priveè, ndr) uno dei giocatori più interessanti maturato dal panorama C2 trentina, ovvero Alessio "Ibra" Wegher classe 87', pivot di sfondamento soprannominato "il predone della aree di rigore"…allora Ale, la maggior parte dei miei lettori non ti conosce, quindi partiamo dalle prime esperienze calcistiche (decisamente tardive rispetto alla media…mi sembra che hai iniziato a 16 anni…ooo???, ndr), due anni alla Rotaliana calcio a 11 e due anni alla Garibaldina calcio a 11…cosa ci dici in proposito a queste stagioni???
R: Ho iniziato tardi perché fino a 16 anni ho seguito quell'imprescindibile passione di famiglia, che però per me è sempre stata al secondo posto dietro al calcio: il ciclismo. Deciso ad abbandonare bandane e caschetti a favore di parastinchi e tacchetti mi dirigo verso l' unico settore giovanile della Piana, La Rotaliana. Qui corro per due anni fra allievi e juniores sotto la zampa di mister Sergio "Pantera" Codognato, allenatore speciale, soprattutto per il fatto che, fino al mitico 22 maggio 2010, era uno degli ultimi interisti a poter dire di aver vinto la Champions, annata '64/'65, di quel che si dice lui era nella rosa. Dopo due anni a calciare per i bianco-azzurri decido di dire sì all'amico Carpi, ds della Garibaldina, che, militando in promozione, cercava giovani per rispettare l'idiotissima regola che ne vuole due in campo. Calcisticamente in quel di San Michele ho fatto molta fatica, ma umanamente ho conosciuto più e più persone a cui sono ancora legato. Alla fine di questi due anni, che inoltre hanno anche evidenziato come per me 4 uscite settimanali siamo decisamente troppe, ho deciso di prendermi l'estate per pensare cosa fare ed eventualmente dove andare.

D: Poi, di punto in bianco, o forse davanti a un bianco e punto, tre anni fa decidi di "immergerti" nell'esperienza futsalistica targata Imperial Grumo…qual è stata la molla che ti ha spinto nel burrone senza ritorno dei campi che riflettono l'immagine??? Come si fa oggi come oggi a convincere un giovine a mollare il campo in erba e affidare il proprio futuro alle "U" rovesciate zebrate (intendo le porte del calcetto, ma la mia psiche le interpreta cosi…che ce voi fa???, ndr)???
R: La molla? Aiutare un amico con un pizzico di pazzia. Il fratello di uno dei miei migliori amici fonda con un gruppo di soci L'imperial Grumo, gli servivano velocemente giocatori, alchè, stufo di pensare al mio futuro, mollo tutto e mi propongo come portiere…. Si sentito bene, portiere, è sempre stato il ruolo che mi diverte di piu. Alla prima uscità in palestra, nel classico 5 contro 5 da sgambata mi accorgo che i portieri erano già al loro posto e che in più erano pure due fra i fondatori ad avere quel ruolo. A quel punto, promettendomi che lo avrei fatto solo per quella prima volta, mi piazzo davanti e vedo che succede… Non mi hanno più lasciato giocare in porta…
Ma l'anno scorso mi sono rifatto, 8 presenze da estremo difensore, con pure 2 rigori parati; non c'è nulla da fare non riesco a sotterrarlo, ogni tanto il Juliocesarismo che c'è in me deve farsi vedere, e magari anche sputtanare. Per quanto riguarda la seconda domanda io la vedo diversamente. A mio parere non è tanto importante trovare motivi che facciano spostare giovani dal campo grande alle palestre, quanto mettere loro dubbi sullo sport da iniziare in tenera età: calcio a 11 o calcio a 5? Per fare questo è quindi necessario che ci siano delle scuole di calcetto come ci sono nel calcio; dove sono i pulcini, gli esordienti, i giovanissimi e così via nel calcio a 5? Senza questa doppia opzione nell' "ingresso" nel mondo generalizzato del pallone è ovvio che poi ci si trova in difficoltà quando è ora di cercare "nuovi giocatori". Questo problema infatti esiste solo perché agli "inizi" la strada possibile per "fare goal" è solo una, ed allora sì che poi tirarli dalla nostra sponda (senza doppi sensi ) è una faticaccia!!

D: Dopo una stagione di rodaggio (2007/08, ndr) in cui sfiorate la promozione (quell'anno vincerà il Camiplast, ma l'Imperial arriverà secondo a -6 punti, ndr), nel 2008/09 dominate il girone D della serie D trentina…78 punti messi a referto (+15 rispetto al Bolghera arrivato secondo, ndr), 26 vittorie ufficiali su 28 incontri (nessun pareggio e due perse, una squadra senza vie di mezzo, ndr), attacco da sogno con 213 goal messi in cascina e miglior difesa…raccontaci un po' quest'annata trionfale, che non ha mai visto in discussione il Vs. predominio…
R: Bhe certo, un'annata incredibile, ma gìa l'anno prima la promozione ci era scappata di mano all'ultima giornata. E' difficile commentare un striscia di vittorie del genere ma ci tengo a sottolineare 2 cose: per prima voglio dire come a differenza di quel che si dice il calcetto della serie d, presenta diverse squadre che meriterebbero la c2. Per seconda come, nonostante i numeri, la nostra squadra abbia fatto tanta difficoltà in quasi tutte le partite. E' poi da prendere in considerazione il fatto che se vinci decine di partite di fila, tutte le tue prossime avversarie gradiscono il ruolo di "ammazza filotto" presentandosi sempre con un bellissimo coltello fra i denti. In sintesi quindi è stato un grande anno che con super merito ci ha visti salire in c2, ma molto meno facilmente di quello che si possa pensare.

D: Veniamo adesso ai giorni nostri, ed arriviamo alla stagione 2009/10, la season della doppia promozione…dopo un campionato altalenante come il mare del Nord, riuscite a guadagnare i play-off, e vi giocate il tutto per tutto contro il Real Rovereto…la sfida è vibrante fino all'ultimo secondo (e i templi supplementari nella sfida di ritorno lo testimoniano, ndr) ma a spuntarla siete voi…ve lo aspettavate??? Era nei Vs. programmi di partenza l'idea di approdare alla C1 regionale???
R: Noi abbiamo avuto la fortuna di capire presto che la salvezza era un obiettivo troppo stretto per noi, e così, abbiamo trascorso l'annata vivendo alla giornata. Personalmente non mi aspettavo di fare una doppia promozione, ma certo è, che una volta che ci siamo visti lassù, ci siamo parlati ed è scappato il famoso "perché no?". Su molti forum, e mi dispiace molto, si è sparato a zero sull'Imperial Grumo, ma quello che abbiamo fatto negli ultimi 2 anni dovrebbe quantomeno far tacere i più intelligenti.

D: Con tanto di setaccio, ora è giunto il momento di scandagliare la tua stagione, quella della consacrazione…nei 185 goal messi a referto dall'Imperial nella regular season, ben 81 sono tuoi (sempre a segno in tutti gli incontri affrontati, senza dimenticare che nel corso della stagione hai toccato quota 200 pesos con la maglia del Grumo…davvero non male…, ndr), a cui vanno aggiunti i 4 fatti nella gara di ritorno con il Real Rovereto (nella gara d'andata mi dicono che eri assente perché giudice nel concorso "Miss Maglietta Bagnata" a Las Vegas, ndr), cavoli, sono un disastro!!! Descrivi le tue caratteristiche tecnico/tattiche ai nostri lettori, ed in più spifferaci un po' le tue intenzioni per il futuro…rimani all'Imperial Grumo??? Voli nella squadra della tua città, il San Gottardo??? Oppure cerchi super stimoli e aspetti la propostona???
R: Personalmente mi ritengo un pivot abile nel gioco spalle alla porta. Vedo e gioco bene con gli inserimenti dei laterali, sbaglio poco davanti alla porta. Tuttavia ho una marea di difetti: la fase difensiva non è il mio forte, non salto l'uomo e per carattere non riesco a farmi rispettare come vorrei in campo, diciamo che non restituisco mai le botte che ricevo. Per quanto riguarda il futuro posso sbilanciarmi, solo per voi: resto all'Imperal di sicuro, l'anno prossimo giocherò nel San Gottaro, sono certo che accetterò una delle proposte estere come secondo di Don Josè o lucida scarpe dell'ex pallone d'oro (ed ho detto tutto) Fabio Cannavaro negli Emirati. Scherzi a parte, pur non conoscendo bene il mondo del calcio a 5, ho sentito tante persone che mi hanno detto che riceverò molte offerte…fino ad ora zero…

D: La Serie C1 regionale monopolizza gran parte dello spazio mediatico e cartaceo, quindi mi sembra giusto, per una volta, consacrare la C2 trentina…prendi camicia e cravatta, simula di essere mister, e metti in campo il quintetto ideale della C2 2009/10 (un portiere e rombo classico, ndr)…mi raccomando, ogni scelta deve essere motivata a dovere!!!
R: PORTIERE: DANIELE DORIGATI, bhe, che dire, fra portieri e difensori centrali, visto il mio ruolo, posso dire qualcosa di sensato, FORSE. Incontrato 4 volte fra coppa e campionato e ho segnato molto, ma c'è da ammettere che per merito suo quel "molto" non è un "moltissimo"; tirando le somme infatti mi sa che la nostra sfida personale può definirsi finita in parità. Nonostante si notasse che le sue motivazioni non fossero al massimo, per colpa dei suoi interventi l'urlo per il goal mi è restato spesso in gola…
CENTRALE JUDICARICA (se non erro numero 6, non ho trovato il suo nome), molto forte fisicamente e con un ritmo ed un carattere di dura imitazione. Certo le mie caviglie ne hanno risentito, ma non porto rancore…
JLATERALE DX: NICOLA FURLAN, capitano del c5 San Gottardo, anch'esso neopromosso in c1, è stato spesso vittima di acciacchi fisici, ma nonostante questo, ha dato prova di quanto possa fare sempre la differenza. Incredibile a mio parere il perfetto mix fra qualità, quantità e corsa. Personalmente poi, noto con piacere come sul rettangolo di gioco esprima un altruismo unico.
LATERALE SX: ANTONIO CALABRO', quantomeno duttile; inizia pivot, si sposta laterale e alla fine della stagione ho notato dei filmati dove parte dietro parecchie volte.Una gran tecnica di base mescolata ad un gran tiro hanno fatto sì che restasse fino a fine stagione fra i primi marcatori stagionali.
PIVOT: ALESSIO WEGHER, oh, chi sene frega, io mi ci butto dentro, Quando mi ricapita di essere in una top 5?

D: Dato che sei campione 4 volte (3 con la casacca dell'Inter ed una con l'Imperial, ndr) mi sembra doveroso e giusto farti un regalo…ti libero completamente la palco, ti regolo l'asta del microfono, e ti concedo di toglierti un mega rospo dallo stomaco che ti trascini da un sacco di tempo, forse da anni…dai, su, non fare il timido, qui sei fra intertisti…
R: Qui miei cari banditi mi sa che cadete maluccio… perché? Perché avete di fronte una faccia da bondola che non tiene un rospo in gola neppure per i famosissimi "3 giri di Rolex"… Tutto quello che non mi va lo dico immediatamente e cosi non ho sassolini. Una cosa però a voi la dico dai… Spero tanto che il calciomercato estivo non mi faccia crescere (e poi di conseguenza sputare immediatamente) troppi rospi…perche l'inizio non è dei migliori….

Salumi dal Vs. cialtronissimo Bandito nr.13!!!